Grillo d’oro

Non è un nuovo premio letterario e neppure un concorso canoro, è il risultato delle elezioni italiane, che piace a tanti e dispiace ad altrettanti. Ma l’effetto Grillo può incidere sul prezzo dell’oro?

I Governi europei, le Banche, i mercati, si sono dannati l’anima per più di un anno per far rimanere Monti in sella al cavallo governativo, per dare stabilità politica, eocnomica, finanziaria. L’oro come sappiamo va di pari passo a queste dinamiche, o per lo meno dovrebbe essere così.

E quindi ci si attende la quotazione dell’oro in rialzo in tempi di instabilità e viceversa; negli ultimi due anni le cose non sono propriamente andate così, di stabilità ce n’è stata ben poca, ma l’oro ha ripiegato, a conferma del fatto che anche la speculazione gioca un ruolo fondamentale.

In questo inizio di 2013 l’oro si è assestato attorno ai 1.600 dollari l’oncia, osciallando leggermente e tendenzialmente verso il basso. Pochi giorni fa abbiamo appreso che la Germania ha pianificato il rimpatrio di gran parte dell’oro, entro il 2020, da Stati Uniti e Francia, non propriamente un bel segnale di stabilità, e ora le elezioni italiane rimettono un po’ d’ansia a chi tanti si impegna a gettare acqua sul fuoco della speculazione e della paura.

Non so se sarà sufficiente Grillo a far ripartire l’interesse nei confronti dell’oro, penso proprio di no, ma il fatto che il giorno dopo le elezioni il metallo giallo abbia effettuato uni’mpennata la dice lunga sulla soglia di nervosismo che ancora si aggira nei mercati, con operatori e speculatori pronti a entrare o uscire in qualsiasi momento.

Tanti indizi fanno pensare ad anni movimentati, anche per l’oro, anche se il breve periodo sembra ancora verso il basso. Oro o non oro ci auguriamo tutti una cosa, che Grillo possa se non altro servire da scossa, da bastone, da sprone: un po’ come il fantino col cavallo, in questo caso un cavallo molto pigro.

Al momento il prezzo dell’oro è in ribasso di circa un punto percentuale.

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